Stipendi dimezzati per piloti, comandanti, hostess e stewart non solo rispetto alla ‘vecchia’ Alitalia ma anche rispetto alle grandi compagnie major europee come Air France e Lufthansa e alle low cost come EasyJet e Ryanair. È già polemica su Ita, la nuova compagnia di bandiera italiana di proprietà statale che dal prossimo 15 ottobre sostituirà Alitalia. Italia Trasporto Aereo S.p.A., questo il nome, ha iniziato a fare le assunzioni del personale di volo, cercando in totale saranno circa 1.550 persone sui 2.800 dipendenti totali con cui prevede di decollare con i primi voli, ed è scoppiata la polemica per le retribuzioni previste nelle 94 pagine del “Regolamento aziendale applicabile al personale di Ita Trasporto Aereo”.

L’abbattimento degli stipendi del personale navigante può superare infatti, in alcuni casi, quota 50% rispetto all’attuale percepito dai dipendenti di Alitalia. Per esempio, un comandante Ita con un’attività media di 60 ore volo mensili percepirà una retribuzione lorda di 6.217 euro lordi mentre un comandante Alitalia guadagna 12.534 euro lordi: la differenza è -50%. Un pilota Iita, sempre con un’attività media di 60 ore, avrà una busta paga più leggera del 55% rispetto agli 8.027 euro di un pilota Alitalia con la stessa attività di volo. Per quanto riguarda gli assistenti di volo, il confronto è tra i 1680 euro lordi (sempre con un’attività media di 60 ore di volo) dello stipendio in Ita e i 2.582 euro di Alitalia.

Dal confronto tra vecchia e nuova compagnia, si passa a quello tra le retribuzioni di Ita e la concorrenza internazionale. Un comandante di Easyjet, sempre per un’attività media di 60 ore di volo, guadagna 12.000 euro lordi e, pertanto, rispetto ai 6.217 di un comandante Ita, l’abbattimento è del 48%. Il gap rispetto a un comandante di Poste, con una retribuzione di 9.900 euro lordi l’anno, è del 37%; a un comandante di Ryanair, 11.500 euro lordi, è del 45%. Gap che si amplia nel confronto con le big europee: i 6.217 euro lordi si confrontano, infatti, con i 15.000 euro lordi di un comandante di Air France, -58%, e i 13.500 lordi di un comandante Lufthansa, -54%.

Tutto questo ha scatenato la rabbia dei sindacati, che hanno subito annunciato azioni legali, bollando le retribuzioni previste come “offensive”. “Di fatto Italia Trasporto Aereo non solo non rispetta in alcun modo il CCNL, non solo propone stipendi offensivi al personale più qualificato del trasporto aereo italiano, ma in fase di firma di un contratto capestro il navigante non sa nemmeno quale sarà il suo vero stipendio in quanto sub iudice”, si legge nel comunicato dell’associazione del personale navigante Navaid. “L’unica certezza è che queste retribuzioni sono offensive ed inaccettabili prevedendo tagli del 55% così come la parte normativa che, solo a titolo di esempio, assegna al navigante solo 19 giorni di ferie all’anno, di cui solo 6 nel periodo maggio-settembre”, aggiunge Navaid annunciando di avere “dato mandato agli studi legali di studiare tutto il fascicolo Alitalia e Ita preparandoci quindi ad una interminabile battaglia legale su tutti i fronti, nei confronti di tutti gli attori nessuno escluso, compresi gli enti che dovrebbero vigilare e rilasciare le autorizzazioni che sono responsabili o corresponsabili di questo disastro politico, economico ed industriale”.

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